La storia del meraviglioso amore fra Soleste e Moroello è una nota leggenda medievale dell’Emilia Romagna, conosciuta ormai da secoli anche oltre i confini regionali.
Tuttavia, come tutte le leggende di vecchia data, col passare di anno in anno, da persona a persona, tale vicenda ha visto il fiorire di diverse versioni e variazioni attorno al filone principale (cioè l’infelice e tragico amore fra una giovane castellana ed un valoroso cavaliere), per cui oggidì, a distanza di secoli, resta difficile capire quanto ci sia di vero
in questa leggenda e quale sia la versione – fra le tante – più verosimilmente originaria o quella

più realistica.
Questo racconto nasce con l’idea e con lo scopo di dare corpo a questa dolce storia d’amore e fornire una certa organicità alla stessa, a fronte di diverse brevi e frammentarie interpretazioni e variazioni sul tema, spesso anche molto contraddittorie e discordanti fra loro.
Essendo una nota vicenda, databile con buona approssimazione attorno alla fine del 1400, c’è da ritenere che questo amore fra due giovani infelici, osteggiato da molti e difeso solo da una affezionata balia, abbia potuto essere d’ispirazione a molta letteratura cortese e romantica a seguire ed anche a parte della cinematografia del secolo appena trascorso.
L’opera, come si può facilmente evincere dalla lettura, è un piccolo e modesto omaggio, oltre che al triste amore di Soleste e Moroello, a tanta eccelsa letteratura romantica, a partire dalle liriche di Catullo, per passare a Tristano e Isotta, a Lancillotto e Ginevra, per continuare con Dante Alighieri e con la bellissima storia di Paolo e Francesca, narrata dal Sommo Poeta nella Divina Commedia, per passare, ancora, alle atmosfere proprie del Petrarca e allo stesso grandissimo Shakespeare, e per finire con la letteratura romantica del 1800.
Soprattutto è un omaggio all’amore ed in particolare all’amor cortese e romantico che ha ispirato nei secoli tanti poeti, tante opere meravigliose, tanta pregiata letteratura e tanti animi sentimentali.

Naturalmente si è voluto indulgere anche un po’ al fantastico e al surreale, riportando nell’”Epilogo” una cronistoria delle numerose e tramandate testimonianze che vogliono che i fantasmi di Soleste e Moroello, in onore al loro grandissimo ed immortale amore, si aggirino ancora nella imponente fortezza del castello della bella cittadina di Bardi, in provincia di Parma, che fu culla e teatro, secondo la tradizione di questa appassionante tragedia dell’amore romantico.